A Ghedi i Tornado dell'Aeronautica Militare celebrano 40 anni di operatività - Aviation Report

2022-10-02 09:18:20 By : Mr. ShuLin Qiu

Giovedì 8 settembre, l’Aeronautica militare ha celebrato presso l’Aeroporto Militare “Luigi Olivari” di Ghedi, sede del 6° Stormo, la ricorrenza dei 40 anni dall’atterraggio del primo velivolo da combattimento Panavia “Tornado”, avvenuto il 27 agosto 1982 proprio sulla base bresciana. Per l’occasione, la base aerea ha ospitato un raduno nazionale aperto a tutti gli equipaggi di volo Tornado, al personale tecnico e specialisti che nel tempo hanno operato sul sistema d’arma presso le basi in cui è stato impiegato, nonché a tutti i Diavoli Rossi di ieri e di oggi.

Il progetto del Tornado nasce negli anni sessanta, dall’esigenza di sviluppare una nuova generazione di aerei da combattimento ad elevate prestazioni, multiruolo e con caratteristiche di volo in un’ampia gamma di profili di quota e velocità. Un progetto ambizioso, che pose le basi per la nascita di una vera e propria industria aerospaziale europea, frutto della collaborazione tra le industrie aeronautiche di Germania, Gran Bretagna ed Italia, il velivolo bimotore supersonico Tornado, biposto con pilota e navigatore, con ala a geometria variabile, con capacità ognitempo, nacque nel luglio 1968 come MRCA (Multi Role Combat Aircraft).

I collaudi in volo iniziarono nell’agosto 1974, e il 5 dicembre 1975 dall’aeroporto di Torino Caselle dell’allora FIAT / Alenia Aermacchi, si alzava in volo per la prima volta il Tornado con ai comandi il pilota collaudatore Egidio Nappi. Fu un evento storico per l’industria aeronautica nazionale e per la nostra Aeronautica Militare. L’Italia ha ufficialmente ricevuto il primo Panavia Tornado il 25 settembre 1981 mentre il 27 agosto 1982, il 6° Stormo di Ghedi ha ricevuto il primo “Tornado”, che venne assegnato al 154° Gruppo Volo, che è stato così il primo reparto dell’Aeronautica Militare a ricevere la nuova macchina.

Il 23 gennaio 1984 fu assegnato il promo Tornado al 156° Gruppo Volo e il velivolo operò temporaneamente su Ghedi fino al 18 giugno dello stesso anno quando i primi 4 Tornado del 156° atterrarono sull’aeroporto militare di Gioia del Colle. Il 1 gennaio 1985 è stata la volta del 155° Gruppo Volo che lasciarono Istrana per ritornare temporaneamente del 6° Stormo per la transizione sul Tornado. Il 23 luglio 1990 il gruppo fu trasferito a Piacenza con il 50° Stormo mentre nel 1993 arriva a Ghedi il 102° Gruppo proveniente dal 5° Stormo di Rimini e che prenderà in carico l’attività di OCU (Operational Conversion Unit) per la linea Tornado.

Nella pratica il 102° Gruppo ha preso in carico alcune funzioni che una volta venivano svolte dal rinomato T.T.T.E. di Cottesmore in Inghilterra. Il Tri-National Tornado Training Establishment (TTTE) era una unità di volo multi-nazionale con sede presso la base aerea di RAF Cottesmore in Inghilterra ed attiva dal 1980 fino al 1999. Questa unità provvedeva all’addestramento sul Tornado per i piloti e navigatori della Royal Air Force, della Luftwaffe e dell’Aeronautica Militare, tramite corsi teorici a terra e corsi pratici in volo. Il TTTE ha rappresentato un grande esempio di interoperabilità e integrazione tra le tre forze aeree grazie al fatto che l’addestramento poteva avvenire combinando istruttori, allievi e macchine dei tre paesi indistintamente.

Il Tornado negli anni del suo sviluppo fu, per la nostra industria, un vero salto tecnologico. Un velivolo bisonico con ali a geometria variabile che rappresentava un vero gioiello tecnico quanto militare, oltre che un successo di partnership costruttiva delle tre nazioni riunite nel consorzio Panavia Tornado GmbH: Italia, Germania e Regno Unito.

I due motori Turbo Union RB-199 che spingono il caccia oltre i Mach 2 di velocità e le ali a geometria variabile ne fanno un velivolo veloce, agile e manovrabile soprattutto alle basse quote rendendolo estremamente efficace nel suo impiego più classico, quale bombardiere. Il “Tornado” si è dimostrato un ottimo velivolo da interdizione in grado di operare ad alta velocità ed a bassissima quota seguendo, grazie al radar “Terrain Following”, l’orografia del terreno. Altri impieghi furono la ricognizione tattica e la soppressione delle difese aeree nemiche.

Le tre nazioni fondatrici del consorzio, Italia, Germania e Regno Unito, sono riuscite a creare una storia di grande successo tecnico e militare che ha portato il Tornado a completare oltre tre milioni di ore di volo e a partecipare a tutti i più recenti conflitti e crisi internazionali come la Libia, il Kuwait e l’Iraq, l’Afghanistan, il Kosovo, la Bosnia Erzegovina e la Siria.

Tutti ricorderanno, nel 1990-91, la partecipazione dei Tornado al primo conflitto del Golfo per la liberazione del Kuwait con l’Operazione Locusta. Tra il 1993 e il 1999 i velivoli del 6° Stormo sono stati impiegati sempre con successo anche nei cieli dei Balcani nelle molte operazioni di guerra aerea sulla ex-Jugoslavia: operazioni “Sharp Guard”, “Deny Flight”, “Decisive Endeavour”, “Deliberate Guard”, “Deliberate Force”, “Deliberate Forge” e “Allied Force”.

Più recentemente il 6° Stormo è stato impiegato con uomini e mezzi in Afghanistan, dal novembre 2008 al dicembre 2009, con il Task Group Devil inquadrato nel comando NATO dell’operazione “ISAF” ed operante dalla base aerea di Mazar i Sharif con compiti di ricognizione e supporto alle forze terrestri.

Nel 2011 uomini e mezzi vengono dislocati sulla base aerea di Trapani con una cellula, inserita nel Task Group Air – TGA Birgi, impegnata prima nell’operazione “Odyssey Dawn” e successivamente nella “Unified Protector” finalizzate alla protezione della popolazione civile libica contro la repressione del Colonnello Gheddafi. In questo contesto internazionale i velivoli Tornado sono stati impiegati per ricoprire vari ruoli operativi quali: rifornimento in volo buddy-buddy, ricognizione con sistema Reccelite (pod in grado di acquisire immagini ad altissima risoluzione da rendere immediatamente disponibili ai Comandi Alleati) e attacco al suolo contro obiettivi selezionati e dinamici. Ancora una volta il reparto ha avuto il riconoscimento in ambito internazionale e NATO quale assetto tattico di primaria importanza.

E poi ancora i rischieramenti in Kuwait dal 2014 al 2016, dal 202o al 2021 nell’ambito dell’operazione internazionale “Inherent Resolve contro l’ISIS. I Tornado italiani in Kuwait sono stati impiegati in missioni di ricognizione e sorveglianza aerea, ISR – Intelligence, Surveillance and Reconnaissance, per assicurare alla Coalizione il contributo richiesto in termini di monitoraggio e controllo dall’alto del Teatro di operazioni, fondamentale per ottenere l’Information Superiority che ha un ruolo cruciale in tutte operazioni militari.

Il primo volo assoluto del Tornado avvenne dall’aeroporto di Manching in Germania, il 14 Agosto 1974. Da quella data più di 950 velivoli sono stati prodotti e consegnati alle forze aeree di Italia, Germania, Regno Unito e Arabia Saudita, con l’ultimo aereo consegnato nel marzo del 1998 alla Royal Saudi Arabian Air Force. Con questi numeri il Tornado è attualmente il più grande programma di cooperazione europeo per la produzione di velivoli militari. L’Italia ricevette 100 Tornado IDS, 15 dei quali vennero più tardi convertiti nella versione ECR.

Nel corso degli anni il Tornado è stato aggiornato, in termini di avionica, equipaggiamenti ed armamenti, per adeguarsi ai nuovi scenari operativi e per rimanere un assetto assolutamente rilevante nell’organico della Forza Armata e della NATO. L’aggiornamento IT-MLU (Mid Life Update) ha quindi migliorato l’efficienza e la capacità operativa del velivolo per permettergli la permanenza in servizio fino al 2025. Questo programma di aggiornamento è stato suddiviso in tre fasi: IT MLU 1st Upgrade (RET.6 – Retrofit Enabling Task), IT Full Basic MLU (RET.7) e IT Full MLU (RET.8).

Oggi il Tornado è sempre in carico all’Aeronautica Militare e tutti gli esemplari rimasti in servizio sono stati concentrati sulla base aerea di Ghedi sotto il 6° Stormo. Le versioni IDS (Interdiction Strike) e IT-ECR / SEAD (Electronic Combat Reconnaissance / Suppression of Enemy Air Defences ) opereranno, fino alla loro sostituzione con l’F-35 Lightning II, rispettivamente con il 154° Gruppo “I Diavoli Rossi” ed il 102° Gruppo “I Paperi” per quanto riguarda la versione da attacco e ricognizione IDS e con il 155° Gruppo Volo “Le Pantere Nere” per la versione per guerra elettronica e soppressione delle difese aeree IT-ECR.

Il 6° Stormo assicura quindi la capacità di effettuare operazioni di attacco, ricognizione e supporto alle forze di superficie contro obiettivi relativi alle forze e al potenziale nemico e in tale scenario si addestra ogni giorno in ambito nazionale ed internazionale partecipando ad esercitazioni in Europa come negli Stati Uniti.

Ricordiamo anche che per alcuni anni, l’Aeronautica Militare introdusse in servizio, a seguito di un programma di leasing con il Ministero della Difesa britannico, 24 velivoli Tornado ADV per la difesa aerea quale gap filler tra lo Starfighter e il futuro caccia da difesa aerea italiano. Il Tornado ADV fu sostituito, dopo 10 anni, prima dall’F-16A e in seguito, come tutti sappiamo, dall’Eurofighter Typhoon.

Ma veniamo alla cerimonia. Il Capo di Stato Maggiore, il Generale Luca Goretti, è intervenuto alla celebrazione e dopo aver deposto una corona di alloro al monumento dei caduti del 6° Stormo e dopo aver ringraziato tutto il personale di ieri e di oggi del 6° Stormo ha rivolto un pensiero a tutti coloro che hanno dato la vita per servire il Paese.

Successivamente nel suo discorso ha detto che “… la peculiarità del Tornado è stata quella di aver sdoganato l’Aeronautica Militare … la capacità del Tornado di uscire dai confini nazionali ha consentito di fare un salto di qualità a tutta quanta l’Aeronautica Militare. E’ stato l’embrione che ha portato poi i successi di oggi. Oggi quello che noi abbiamo lo dobbiamo principalmente alla lungimiranza di chi mi ha preceduto, alla lungimiranza di chi ha generato, a partire dalla linea Tornado tutte una serie di mentalità che ci rende oggi leader in Europa e lo posso dire con orgoglio. Noi oggi come Aeronautica Militare siamo leader in Europa, siamo decisamente apprezzati e ben voluti. Quindi vorrei fare un plauso a tutti quelli che nella linea Tornado hanno reso grande la nostra Forza Armata.”

Ricordiamo che anche il Generale Luca Goretti è un pilota di Tornado, ha prestato servizio nel 156° Gruppo Volo, e che ha al suo attivo circa 3000 ore di volo di cui più di 2000 sul velivolo Tornado ed è abilitato sui seguenti velivoli: SF-260, T37, T38, G91T, PA200, AMX-T, AMX, NH500, HH139.

Per celebrare questo 40° anniversario un velivolo Tornado, precisamente un ECR MM7059 codice 6-66, è stato dipinto con una livrea commemorativa speciale. Il Tornado 6-66 “Special Color” riproduce le 4 livree storiche del velivolo, dagli esordi ad oggi, e reca le insegne dei Gruppi di Volo che operano, o hanno operato, con il Tornado: il 102°, 154°, 155° e 156°. La colorazione è divisa in 4 fasi della sua storia, quella iniziale con la livrea sperimentale, la colorazione anni 80 con la mimetica NATO, la colorazione Desert Storm e la colorazione ultima grigia con sulla deriva il logo dei 40 anni e i simboli dei Gruppi di Volo.

Questo velivolo insieme ad altri 9 Tornado è decollato per sorvolare in formazione l’aeroporto militare di Ghedi. Uno dei momenti più emozionanti è stato sicuramente il sorvolo della pattuglia dei Tornado seguita dalle Frecce Tricolori che a seguire si è esibita in alcune delle sue manovre più famose. I Tornado si sono poi ripresentati per altri sorvoli sulla base fino all’atterraggio dopo il quale è stato possibile ammirare più da vicino il velivolo “Special Color”. Altri ospiti sono stati la Pattuglia Legend, con G.46-4B, T-6H4M Harvard, MB.326E, MB-326K, SF-260EA, S-208M, MB-339A e T-346A, il primo F-35A futuro del 6° Stormo codice 6-01 che è stato possibile fotografare in una delle tensostrutture della base aerea e il Tornado codice 6-51 MM55000 con la deriva verticale dipinta per celebrare i 40 anni dei consorzi Panavia e Turbounion.

Il Comandante del 6° Stormo, il Colonnello Giacomo Lacaita, ci ha detto che “quella di oggi non è solo una manifestazione ma è un esempio delle nostre capacità. Fa spettacolo ma di fatto è il nostro lavoro, quello che facciamo ogni giorno, non manifestazioni, ci addestriamo per i voli operativi … ma è anche bello vederlo.”

Alla domanda sui lavori di adeguamento della base per l’arrivo degli F-35, il Col. Lacaita ci ha detto che “i lavori di adeguamento per l’arrivo degli F-35 sono a buon punto, stiamo rispettando il piano e verosimilmente entro fine anno porteremo i velivoli qui anche se già li operiamo in maniera saltuaria mentre sono, adesso, in pianta stabile su Amendola. Abbiamo adesso due velivoli assegnati allo Stormo, il 6-01 che potete vedere qui in mostra e l’altro ad Amendola“. Il Col. Lacaita ha aggiunto che “i Tornado lavoreranno ancora per qualche anno, cinque sei anni. Stiamo facendo un programma di phase-in dell’F-35 e contestualmente un programma di phase-out graduale del Tornado. Dismettiamo le matricole man mano che raggiungono il limite della vita operativa.”

Abbiamo chiesto una battuta sulla situazione internazionale attuale e il Col. Lacaita ci ha detto che “noi ci addestriamo per rimanere sempre pronti e lo siamo sempre in qualsiasi momento indipendentemente dalla situazione internazionale che c’è in questo momento. Per cui qualora qualcuno dovesse chiamarci, in ogni momento noi siamo pronti a fornire il nostro contributo.”

Fortunatamente potremmo vedere ancora volare per qualche anno il Tornado nelle fila dell’Aeronautica Militare, ma anche della Luftwaffe tedesca, oltre che con la Royal Saudi Air Force, purtroppo sempre molto rari in Europa. Questi tre paesi ad oggi hanno un totale combinato di circa 263 Tornado (fonte Flight Global) ancora in uso di prima linea.

Testo: Stefano Monteleone Immagini: Aviation Report / Gianluca Conversi, Michele Monteleone, Gianluca Vannicelli

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